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associazione per la storia dei vigili del fuoco |
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Domenico Scrigna pompiere-fotografo a Torino |
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di Michele Sforza |
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Uno di questi fotografi fu Domenico Scrigna, Brigadiere dei Vigili del Fuoco di Torino (Alpignano 24.1.1901, Torino 9.2.1957), autore di una straordinaria raccolta di immagini, oggi gelosamente custodita presso l’Archivio Storico dei Vigili del Fuoco di Torino, che forma il corpus principale dell’intero archivio fotografico. Accompagnato dalla sua inseparabile Leica, con cui produsse dal 1940 al 1945 circa 5000 scatti, Scrigna ci tramanda un’opera, la più esaustiva e ricca oggi esistente sull’argomento, dalla quale percepiamo una realtà cittadina, quella di Torino, piegata ma non vinta dai duri attacchi aerei alleati. Ad osservare attentamente le immagini del primo bombardamento su Torino, quello della notte del 12 giugno 1940, si ha la sensazione che tutto sia finto, irreale, ingannevole. L’assenza di ogni forma umana negli scatti fotografici, è come se la tragedia, il dolore e la morte non siano passati per quei luoghi. Ma a mano a mano che i bombardamenti diventavano sempre più duri, la percezione della realtà muta, diventa più reale perché trasmette sgomento e angoscia. Le fotografie ci restituiscono, associate alla drammaticità delle macerie delle case, le sofferenze della gente e dei suoi soccorritori.
Ma era solo un distacco apparente, professionale. Quello che conosciamo è uno Scrigna impegnato in prima linea anche nella lotta partigiana come uno dei massimi dirigenti della Brigata Garibaldina “Pensiero Stringa”. Di carattere riservato, Scrigna non parlava neanche in famiglia della dura realtà che ogni giorno il suo obiettivo gli rimandava. Il suo ruolo di documentarista, certamente non meno pericoloso degli addetti al soccorso, lo calava forse più di altri nel dramma umano, perché lui il dramma per poterlo fissare alla gelatina della sua pellicola Ferrania, doveva prima viverlo mentalmente.
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