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associazione per la storia dei vigili del fuoco |
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| Nascita ed evoluzione del servizio antincendio della Città di Torino | ||
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I PRIMI CADUTI TRA I VIGILI DEL FUOCO |
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di Michele Sforza |
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La ricostruzione ufficiale:
“Alle ore 2,45’ i carabinieri di Spinetta Marengo hanno richiesto l’intervento dei vigili per il salvataggio di persone restate sepolte sotto le macerie di una casa crollata in seguito al lancio di bombe nemiche. Sul posto accorreva subito una squadra seguita da una seconda, e poco dopo sopraggiungevano il Prefetto e il Questore della provincia. Mentre procedeva l’opera di rimozione delle macerie esplodeva una bomba, probabilmente a effetto ritardato, sepolta tra i rottami, causando la morte dei vigili Luigi Barzizza, Tripolino Buffa, Luigi Scapolan, Giuseppe Straneo e Mario Volanti, e il ferimento dei vigili Carlo Arnera, Giulio Bottero, Biagio Caldano, Ottavio Caldano, Vincenzo Depetris e Ercinio Recagno. Gli altri vigili, il Prefetto e il Comandante del Corpo, che si trovavano vicinissimi al luogo dell’esplosione, nonostante investiti dall’onda d’aria e dal terriccio, restavano fortunatamente illesi. Nella rimozione delle macerie venne trovata una seconda bomba inesplosa, che fu poi rimossa dagli artificieri del R.E. L’intervento si è svolto sotto il tiro delle batterie antiaeree, mentre gli aerei ancora sorvolavano la località”.
Il 29 settembre 1941 alle prime ore del mattino Genova subì un attacco aereo. Come di consueto le squadre uscirono immediatamente, nonostante l’imperversare dei bombardamenti, per portare il soccorso alle persone e alle zone colpite. Un automezzo di soccorso, fu investito in pieno da numerose schegge di una bomba esplosa molto vicina; questa causò la morte del vigile Alfredo Bazzurro e il grave ferimento di altri quattro vigili. Sempre nella medesima città altri due vigili morirono in diverse occasioni: Virgilio Genetin del Comando di Trento e Luigi Marasso di Genova. Altri vigili deceduti a Napoli il 27 luglio 1941: Siro Rossi del Comando di Pavia e, presumibilmente, il Brig. Marco Giaccio, precipitati con la loro autopompa nelle acque del porto, a causa della cattiva visibilità creata dall’annebbiamento artificiale. Ancora vittime a Napoli. Il 6 dicembre 1941 i vigili Alberto Gallo e Gaetano Valentino, periti per gli effetti di una bomba dirompente, caduta a breve distanza dalla loro autopompa, mentre si recavano verso l’incendio che divorava la Regia Marina. Nell’incendio del polverificio di Roma perse la vita Ermanno Melchiorri del Comando di Trento. Sempre in un polverificio ma questa volta di Marano, morirono il Geom. Francesco Fabbri e il vigile Ugo Forlani entrambi del Comando di Bologna. Giovanni D’Amico, Brigadiere dei Vigili del Fuoco di Messina, perì nell’incursione del 20 novembre 1941. Ancora Maurizio Barberis di Alba, Giove Cannetti di Arezzo, Carlo Cappelli di Firenze, Renato Puccini di Lucca, Angelo Traversa di Savona, l’Ing. Giacomo Terzi di Palermo, il Geom. Corrado Stornelli di Perugia, l’Ing. Gerardo Grippo di Napoli, l’Ing. Mario Simoni di Vicenza Altri trenta vigili circa, morirono negli anni 1940/42 sui vari fronti di guerra, inviati come soldati: Aceroni Giovanni di Bolzano, Arienti Carlo di Milano, Baldissaruti Livio di Belluno, Brocherel Raulle di Aosta, Camoriano Angelo di Savona, Cattaneo Luigi di Milano, Chenal Umberto di Aosta, De Lorenzi luigi di Novara, De Michelis Guglielmo di Cuneo, De Nicola Stelio di Roma, Erba Silvio di Milano, Ferluga Francesco di Trieste, Fossati Attilio di Milano, Frettoli Angelo di Brescia, Ghidini Luigi di Brescia, Giordano Arcangelo di Caltanisetta, Gottardi Giuseppe di Trento, Jursich Giuseppe di Lubiana, Lanzoni Lodovico di Bologna, Marchionni Lino di Sondrio, Marta Clemente di Aosta, Montesanti Luigi di Milano, Rampellotto Giuseppe di Bologna, Redaelli Camillo di Milano, Tofanetti Giuseppe di Modena, Tonti Domenico di Foggia, Vannelli Mario di Pistoia, Vanzina Corrado di Novara, Verones Ferdinando di Trento. |
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