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Osservando
con attenzione foto che ritraggono i Vigili del Fuoco scattate all’indomani
della nascita del Corpo Nazionale, noteremo che il copricapo più utilizzato dopo
l’elmetto, fu la bustina. La popolarità di questo copricapo è probabilmente da
attribuirsi alla sua praticità e semplicità, comoda e resistente alle
intemperie, poteva anche proteggere dal freddo buona parte del volto abbassando
il para orecchie.
Come struttura e forma, era
identica a quelle del Regio Esercito Italiano ed a quelle della Milizia
Volontaria Sicurezza Nazionale, ma si differenziava per il suo colore, ed in
particolare per le filettature rosse. Secondo i regolamenti era indossata
leggermente inclinata a sinistra, ma sulle foto d’epoca si nota che talvolta
quest’indicazione non fu seguita.
Furono prodotte sia in versione invernale, e sia
in versione estiva, differenziandosi più volte per la fattura ed il materiale
impiegato a seconda del produttore e del periodo. Frontalmente spiccava il
fregio del Corpo Nazionale di cui conosco almeno quattro varianti:
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Metallico per Vigili e
Vigili scelti, dorato con numero di Corpo Provinciale nel tondino su fondo
rosso.
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Metallico dorato per le
scuole centrali con croce nel tondino.
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In metallo autarchico di
colore grigioverde antiriflesso, (fragilissimo, l’esemplare da me esaminato
era addirittura privo delle asce incrociate!) a mio parere il meno comune da
reperire, soprattutto a causa della fragilità che non ha reso possibile la
conservazione di molti esemplari, tenendo presente che s’ignora quanti siano
stati distribuiti ed utilizzati. Ne fu prodotta anche una versione dorata.
Ricamato
si presume in canottiglia dorata su fondo cremisi (riservato agli ufficiali
comandanti) e grigioverde con numero di corpo (sia ricamato che metallico), per
le bustine di sottufficiali ed ufficiali.
Ma grazie alla bustina era possibile anche
stabilire il grado di chi la portava nel caso quelli dell’uniforme fossero
coperti, infatti dal maresciallo in su erano previsti appositi gradi composti da
stellette (che potevano essere sia ricamate che metalliche) inserite magari in
rettangoli ricamati, più o meno lavorati a seconda del grado da rappresentare
(vedi immagine). Il grado veniva applicato tra la visiera ed il para orecchie
sul lato sinistro, genericamente in obliquo per sfruttare meglio lo spazio a
disposizione sul copricapo.
Furono prodotte in varie
taglie, e con materiali diversi a seconda della stagione d’utilizzo.
Personalmente, ne ho
analizzate almeno cinque varianti differenti, per struttura, colore, o
materiali, di cui seguono le descrizioni:
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La prima è in fustagno
marrone (sicuramente furono prodotte bustine con diverse tonalità di
marrone, più o meno chiaro), e presumo sia di tipo invernale, con
all’interno una foderina in tela marrone scuro.
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La seconda è sicuramente
estiva, in quanto prodotta in tela coloniale color “sabbia”, molto leggera,
la foderina interna è rossa, e la taglia è stata timbrata all’interno.
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La terza sempre estiva, è
stata fabbricata con una tela tanto leggera, che la bustina se posata in
piedi tende a ripiegarsi su stessa, anche questa è foderata all’interno con
tela rossa, personalmente ritengo che il materiale utilizzato per
confezionarla, sia dello stesso tipo usato per le uniformi coloniali
dell’esercito.
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La quarta è quella che più
ha turbato il mio sonno! E’ infatti grigioverde come quelle militari, ma con
filettatura rossa. Tra tutte quelle da me analizzate, è l’unica che non
proviene dall’ 83° Corpo di Torino, bensì dal 55°, corrispondente a Novara.
Si possono fare un’infinità di ipotesi a riguardo, usata dal Btg. Santa
Barbara? Da personale in servizio presso le forze armate? O semplicemente da
normali vigili che non hanno avuto quella normale? Difficile a dirsi,
tuttavia io ritengo più probabile che si tratti di una partita consegnata
urgentemente e prodotta dalla sartoria con ciò che aveva in magazzino per
ridurre i tempi.
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L’ultima da me analizzata
ha la visiera composta da due pezzi che si uniscono tramite un poussoir,
finora ne avevo viste solo militari con questa caratteristica e generalmente
è indicata come modello 1935 mentre quelle a visiera fissa sono indicate
come modello 1934.
Per
dovere di cronaca, segnalo che molto probabilmente i Vigili del Fuoco,
ricevettero anche bustine militari prive di filettatura.
Attualmente le bustine dei
Vigili del Fuoco sono ancora abbastanza comuni, ma di certo il carico di storia
e di emozioni che ognuna si porta dietro è enorme, e noi guardandole possiamo
solo vagamente tentare di immaginarlo.
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