associazione per la storia dei vigili del fuoco

 
   

 Le bustine dei Vigili del Fuoco nella Seconda Guerra Mondiale

   
     
   

 

   

di Alessandro Mella

   

 

 

Osservando con attenzione foto che ritraggono i Vigili del Fuoco scattate all’indomani della nascita del Corpo Nazionale, noteremo che il copricapo più utilizzato dopo l’elmetto, fu la bustina. La popolarità di questo copricapo è probabilmente da attribuirsi alla sua praticità e semplicità, comoda e resistente alle intemperie, poteva anche proteggere dal freddo buona parte del volto abbassando il para orecchie.

Come struttura e forma, era identica a quelle del Regio Esercito Italiano ed a quelle della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, ma si differenziava per il suo colore, ed in particolare per le filettature rosse. Secondo i regolamenti era indossata leggermente inclinata a sinistra, ma sulle foto d’epoca si nota che talvolta quest’indicazione non fu seguita.

Furono prodotte sia in versione invernale, e sia in versione estiva, differenziandosi più volte per la fattura ed il materiale impiegato a seconda del produttore e del periodo. Frontalmente spiccava il fregio del Corpo Nazionale di cui conosco almeno quattro varianti:

 

 

  1. Metallico per Vigili e Vigili scelti, dorato con numero di Corpo Provinciale nel tondino su fondo rosso.

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  3. Metallico dorato per le scuole centrali con croce nel tondino.

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  5. In metallo autarchico di colore grigioverde antiriflesso, (fragilissimo, l’esemplare da me esaminato era addirittura privo delle asce incrociate!) a mio parere il meno comune da reperire, soprattutto a causa della fragilità che non ha reso possibile la conservazione di molti esemplari, tenendo presente che s’ignora quanti siano stati distribuiti ed utilizzati. Ne fu prodotta anche una versione dorata.

Ricamato si presume in canottiglia dorata su fondo cremisi (riservato agli ufficiali comandanti) e grigioverde con numero di corpo (sia ricamato che metallico), per le bustine di sottufficiali ed ufficiali.

Ma grazie alla bustina era possibile anche stabilire il grado di chi la portava nel caso quelli dell’uniforme fossero coperti, infatti dal maresciallo in su erano previsti appositi gradi composti da stellette (che potevano essere sia ricamate che metalliche) inserite magari in rettangoli ricamati, più o meno lavorati a seconda del grado da rappresentare (vedi immagine). Il grado veniva applicato tra la visiera ed il para orecchie sul lato sinistro, genericamente in obliquo per sfruttare meglio lo spazio a disposizione sul copricapo.

Furono prodotte in varie taglie, e con materiali diversi a seconda della stagione d’utilizzo.

Personalmente, ne ho analizzate almeno cinque varianti differenti, per struttura, colore, o materiali, di cui seguono le descrizioni:

  1. La prima è in fustagno marrone (sicuramente furono prodotte bustine con diverse tonalità di marrone, più o meno chiaro), e presumo sia di tipo invernale, con all’interno una foderina in tela marrone scuro.

  2. La seconda è sicuramente estiva, in quanto prodotta in tela coloniale color “sabbia”, molto leggera, la foderina interna è rossa, e la taglia è stata timbrata all’interno.

  3. La terza sempre estiva, è stata fabbricata con una tela tanto leggera, che la bustina se posata in piedi tende a ripiegarsi su stessa, anche questa è foderata all’interno con tela rossa, personalmente ritengo che il materiale utilizzato per confezionarla, sia dello stesso tipo usato per le uniformi coloniali dell’esercito.

  4. La quarta è quella che più ha turbato il mio sonno! E’ infatti grigioverde come quelle militari, ma con filettatura rossa. Tra tutte quelle da me analizzate, è l’unica che non proviene dall’ 83° Corpo di Torino, bensì dal 55°, corrispondente a Novara. Si possono fare un’infinità di ipotesi a riguardo, usata dal Btg. Santa Barbara? Da personale in servizio presso le forze armate? O semplicemente da normali vigili che non hanno avuto quella normale? Difficile a dirsi, tuttavia io ritengo più probabile che si tratti di una partita consegnata urgentemente e prodotta dalla sartoria con ciò che aveva in magazzino per ridurre i tempi.

  5. L’ultima da me analizzata ha la visiera composta da due pezzi che si uniscono tramite un poussoir, finora ne avevo viste solo militari con questa caratteristica e generalmente è indicata come modello 1935 mentre quelle a visiera fissa sono indicate come modello 1934.

Per dovere di cronaca, segnalo che molto probabilmente i Vigili del Fuoco, ricevettero anche bustine militari prive di filettatura.

Attualmente le bustine dei Vigili del Fuoco sono ancora abbastanza comuni, ma di certo il carico di storia e di emozioni che ognuna si porta dietro è enorme, e noi guardandole possiamo solo vagamente tentare di immaginarlo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
     
     
   

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