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associazione per la storia dei vigili del fuoco |
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marzo 2005 - las fallas di valencia |
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Verso la metà del secolo XVIII, le falles erano un semplice festeggiamento che veniva incluso nel programma degli eventi tipici della festa di San Giuseppe. Nei giorni precedenti il 19 di marzo i ragazzi raccoglievano legna, vecchi mobili, oggetti inutili e preparavano piccole pire chiamate già falles, che venivano poi bruciate. Col passare degli anni le falles percevano sempre più le fattezze di semplici cumuli di materiali combustibili, per acquistare forme definite; umane soprattutto. Col tempo le falles assunsero anche una funzione satirica, burlesca, con la rappresentazione di fatti e scene censurabili dei comportamenti di singole e più persone generalmente conosciute. Inizialmente le falles venivano realizzate con un’anima di legno ricoperta di stoppa e rivestita infine con tele e abiti dismessi. Successivamente, negli anni ‘30 del 1900 con l’impiego del cartone la falla cominciava a diventare un oggetto artistico al quale dedicare cura e attenzioni per la realizzazione. Negli anni ‘70 cominciò ad usarsi un nuovo materiale sino ad allora sconosciuto nel processo tradizionale: il poliestere. Anche se di costo maggiore, questo materiale risulta ideale per la realizzazione dei grandi fantocci. L’arte fallera può essere considerata un’arte povera, perchè ha sempre utilizzato materiali umili, poco costosi e facilmente reperibili, anche per la funzione effimera che le fallas hanno. Negli ultimi anni c’è stata l’introduzione di un nuovo materiale: il poliuretano che facilita la produzione senza stampo e, pertanto, senza la possibilità di rirpoduzione in serie o standardizzata. Naturalmente questi materiali pongono dei problemi di inquinamento ambientale. La preparazione di questi monumenti (alcuni raggiungono altezze impressionanti come 40 e più metri) è di competenza degli artisti fallers e tali manufatti sono possibili grazie allo sforzo degli abitanti di ogni quartiere i quali, riunitisi tutti in una commissione, lavorano un anno intero per poter sostenere i costi della festa. Ogni artista faller sceglie la figura che considera più appropriata e una settimana prima di procedere alla plantà della falla (cioè alla collocazione nella via) tutte queste figure selezionate (ninot) vengono presentate in un’unica esposizione. Mediante una votazione popolare viene premiato quel ninot che per la sua bellezza, la grazia e per il suo valore artistico, verrà risparmiato dal fuoco e successivamente collocati nel Museo Faller. Mediamente le fallas realizzate ogni anno sono circa 700 - tra grandi e piccole - e vengono appiccate quasi tutte contemporaneamente. La città nella notte del 19 marzo assume un aspetto quasi dantesco con i bagliori di centinaia di fuochi, alcuni immensi, che illuminano di rosso il cielo. E’ un delirio collettivo di grande suggestione e fascino. Lo noti dalla partecipazione della gente - i valenciani - che considera quasi sacro e intoccabile questo momento. Non si pensa al terribile impatto ambientale che un simile volume di fuoco provoca nel bruciare materiali plastici, polistirolo, vernici, ecc. Come non si pensa agli alti costi di ogni singola fallas. 360,00 Euro è costata la fallas che quest’anno ha vinto il 1° premio. Non si pensa neanche alle possibili conseguenze che un falò di 50 o 60 metri potrebbe provocare sulla sicurezza degli edifici e della gente, gli uni e gli altri pericolosamente troppo vicini ai roghi. Per questi ultimi motivi vengono richiamati a Valencia centinaia di Vigili del Fuoco dall’intera Spagna: Madrid, Salamanca, Barcellona, Girona, Isole Canarie, ecc. Decine e decine di bomberos che gratuitamente ogni anno si danno appuntamento a Valencia per dare man forte ai colleghi della città andalusa, evidentemente non in numero sufficiente per garantire la sicurezza pubblica che una simile manifestazione richiede. E come potevano mancare anche i Vigili del Fuoco italiani, in particolare di Torino? Ecco allora che un’agguerrita squadra “armata” di tutto il materiale antincendio, e non solo, e persino di una nuova e fiammante autopompa il 15 marzo è partita alla volta di Valencia con tante buone intenzioni di farsi onore sul territorio spagnolo. Ed è stato proprio così. I rapporti già cordialissimi e amichevoli con i Bomberos di Valencia (ricordate, vennero a Torino in occasione del Concerto di Santa Barbara del 2003), si sono ulteriormente fortificati. Piero Bunino, Doriano Genta, Alessandro Alescio, Franco Gastaldello, Stefano Baravalle, Michele Sforza e Luciano Gelli sono i vigili, nonché soci dell’APSVVF, che si sono “sacrificati” per sei giorni in trasferta estera. Si perché sono stati anche giorni di lavoro e non solo di divertimento. Si “tirava” tardi la notte perchè la festa non era concentrata solo alle fallas ma anche ai ripetuti fuochi artificiali notturni e alle numerose “mascletà” (fuochi artificiali diurni) alle quali bisognava dare assistenza per la sicurezza della popolazione, perchè anche questi veri e proprie esplosioni avvenivano nel centro cittadino. E’ stata per tutti noi un’esperienza davvero straordinaria sia dal punto di vista dei rapporti umani con i colleghi spagnoli, sia dal punto di vista del rapporto con la gente comune che a decine ci chiedevano, spagnoli e italiani, cosa mai ci facevamo a Valencia in assetto da intervento e per giunta con una bellissima e enorme autopompa. Non poche sono state le fotografie che la gente ha voluto fare e farsi fare davanti al mezzo e in nostra compagnia. E’ stato un vero successo di visibilità per i Vigili del Fuoco di Torino e più in generale italiani, in quanto essendo stati autorizzati dal Dipartimento eravamo lì in rappresentanza dei Vigili del Fuoco d’Italia. Inoltre è stata la prima volta nella storia delle fallas che un’intera squadra non spagnola, per giunta con un’autopompa, si sia recata a Valencia. C’è di che essere soddisfatti. Questo è stato possibile anche grazie all’opera e alla disponibilità di molti altri colleghi del Comando di Torino che con passione e volontà hanno messo noi nella condizione di partire e di fare, ancora una volta, bella figura all’estero. Vogliamo ringraziare il Comandante Vicario Arch. Franco Sasso, poi Filippo Scivoli, Paolo Previati, Gianmatteo Viabile e Virginio Bunino per la preparazione del mezzo, e poi ancora Eraldo Drogant, Stefania Agnelli, Antonio Scola e Mario Calella. Infine vogliamo ringraziare il Dipartimento per aver voluto aderire all’iniziativa consentendoci la missione all’estero. Ci sono già da ora i presupposti per ripetere l’esperienza anche per il prossimo anno. Questo è quanto ci è stato chiesto a gran voce dai colleghi di Valencia: Vi aspettiamo per le prossime Fallas. |
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